Civiltà Cattolica - Spirito
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Fake news e Bibbia
by Vincenzo Anselmo
read by Rosario Lisma
Part 1 of the Civiltà Cattolica - Spirito series
Quale parola è credibile?
Le notizie false o manipolatorie, che oggi rimbalzano sulla Rete e sui social da un capo all'altro
del pianeta, non sono un fenomeno soltanto recente: sin dall'inizio, il racconto biblico mette in
guardia dal grande pericolo rappresentato da verità distorte e da informazioni false e contraffatte.
La Scrittura, in particolare le narrazioni di Genesi 2-3 e di Numeri 13-14, istruisce il lettore su
come soppesare i differenti punti di vista e il loro grado di affidabilità, discernendo le parole che
danno vita dalle menzogne che conducono alla morte: con quale parola stringere alleanza? Chi
legge con attenzione è in grado di riconoscere nel racconto il gioco dei punti di vista contrapposti,
affidandosi al narratore e alla promessa di Dio.
Italiano
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Mio padre era un forestiero
by Pietro Bovati
read by Rosario Lisma
Part 4 of the Civiltà Cattolica - Spirito series
La crisi odierna dei migranti ci appare drammatica, perché abbiamo perso la memoria delle
nostre origini. E non sappiamo affrontarla adeguatamente, perché non ci lasciamo guidare dalla
parola di Dio, che ci chiede di identificarci con i senza terra. Infatti solo chi vive spiritualmente
la condizione dell'immigrato avrà il cuore preparato ad accogliere lo straniero che viene a chiedere
ospitalità. Egli saprà poi attuare in maniera creativa le normative che il Signore richiede per
il forestiero: condivisione delle risorse economiche, tutela giuridica e progressiva integrazione,
così da creare un comune apprezzamento per i valori della gratuita benevolenza.
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Esercizio Zen e meditazione cristiana
by Hans Waldenfels
read by Rosario Lisma
Part 6 of the Civiltà Cattolica - Spirito series
L'uso del termine 'Zen', divenuto di moda, si estende a proposte molteplici. In parte ciò è
dovuto a 'maestri' che si definiscono tali e si autorizzano da soli. Per questo è importante
conoscere ciò che viene proposto in Occidente con la meditazione buddista. In particolare,
intendiamo parlare degli esercizi Zen nel modo con cui vengono praticati da non buddisti,
e soprattutto da cristiani. Uno studio pi approfondito di questi esercizi mostra inoltre che
si possono istituire interessanti paralleli tra essi e gli Esercizi spirituali di sant'Ignazio di
Loyola.
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La Bibbia: una biblioteca scritta da migranti
by Dominik Markl
read by Rosario Lisma
Part of the Civiltà Cattolica - Spirito series
L'opinione pubblica e i governi si confrontano con il dramma e con la sfida delle migrazioni di massa. Ma uno sguardo alla storia dell'umanità mostra che siamo tutti dei migranti, sin da quando il genere umano giunse in Europa 40.000 anni fa, provenendo dal continente africano, dove non soltanto ha avuto le sue origini, ma anche compiuto il suo processo di evoluzione per 100.000 anni.
Anche la Bibbia si rivela non a caso una biblioteca infinita di storie di migranti scritte per un popolo migrante, il popolo di Dio, da Adamo fino a Ges e agli apostoli. Adamo ed Eva devono lasciare la loro prima dimora, il Paradiso. Il resto del libro della Genesi pullula di episodi di fuga e di migrazione. Le grandi storie della Bibbia, come quelle di Giuseppe e i suoi fratelli e di Noemi e Rut, si sviluppano su palcoscenici stranieri. È mentre sono in fuga o in viaggio che Giacobbe, Elia e Giona incontrano Dio. In mezzo ai pericoli del viaggio Tobia sperimenta la protezione dell'angelo Raffaele. Nell'Esodo – mito fondatore ed ethos fondamentale – la fuga attraverso il mare dei Giunchi conduce, di fatto, alla nascita di un popolo. Quale enorme contrasto esiste tra la storia piena di speranza della liberazione dal mare dei Giunchi e la fuga attraverso il mar Mediterraneo, che è diventata un «racconto dell'orrore» dei nostri tempi!
È dunque come popolo di rifugiati che Israele diventa il popolo di Dio. E nel concludere l'alleanza al Sinai, Dio richiede dal suo popolo liberato un impegno che è connesso alla sua liberazione: «Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero, perché siete stati forestieri in terra d'Egitto» (Es 23,9). Il Dio della Bibbia è un Dio di liberazione, un Dio dei migranti.
Anche i grandi profeti sono stati segnati profondamente dall'esilio e dalla fuga. Infine, la fuga d'Israele in Egitto e l'Esodo riecheggiano nella primissima infanzia di Ges di Nazaret. Ges stesso, quando inizia la sua missione, diventa «irrequieto» e i suoi discepoli vanno in giro per il mondo con lui o inviati da lui. Dopo la sua risurrezione egli estende la sua missione al mondo intero. Coloro che hanno intrapreso questo viaggio arrivano a conoscere tutti i pericoli della vita errabonda: la xenofobia, la rapina, il naufragio (cfr 2 Cor 11,25-27).
Siamo insomma sempre stati dei migranti sulla strada verso l'eternità. Siamo degli ospiti sulla Terra, e portiamo con noi, nel nostro bagaglio a mano, la Bibbia – la saggezza accumulata da millenni –, insieme ad altri grandi libri. Solo sulla nostra bocca e nel nostro cuore essa diventa la parola di vita. Il modo in cui noi viaggiamo e siamo ospiti, il modo in cui andiamo incontro ad altri migranti, mostra quale sia il nostro atteggiamento nei confronti della nostra misteriosa origine e destinazione.
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La meditazione, via per riabilitare i detenuti
by Francesco Occhetta
read by Rosario Lisma
Part of the Civiltà Cattolica - Spirito series
Agli inizi degli anni Duemila alcune cattedre di diritto penale esaminarono in modo approfondito
la riforma del carcere di Tihar a Nuova Delhi, in India, come possibile modello di rieducazione. La
riforma, elaborata dalla direttrice Kiran Bedi, si basava su un'idea di carcere 'correzionale', 'collettivo' e 'comunitario', e poneva al centro del modello la meditazione profonda. In soli due anni la
recidiva di quel carcere di 10.000 detenuti scese dal 70% al 10%, grazie agli effetti della meditazione,
che permetteva ai detenuti di conoscersi interiormente e di comprendere il male compiuto. Al
termine del Giubileo della misericordia, la proposta continua a provocare gli Ordinamenti civili a
una conversione culturale che includa nel modello rieducativo la dimensione spirituale della persona.
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Io sono solo un ragazzo
by Vincenzo Anselmo
read by Rosario Lisma
Part of the Civiltà Cattolica - Spirito series
La Scrittura offre ritratti significativi di giovani scelti dal Signore per realizzare il suo disegno
di salvezza. Il punto di vista è quello di un Dio che non si spaventa davanti all'età dei suoi interlocutori,
ma fa affidamento proprio sui giovani. Mentre gli adulti non fanno caso al piccolo
Davide, il Signore è capace di riconoscere in lui un vero pastore per il suo gregge. Salomone
si sente solo un ragazzo, nonostante sia diventato re. Interpellato in sogno da Dio, esprime la
propria preoccupazione di essere schiacciato da responsabilità troppo pesanti per le sue gracili
spalle, eppure sa che cosa chiedere al Signore: un cuore che ascolta.
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